Campagna eXalted

Aidenweiss, Aidenweiss...

aidenweiss_2.jpg Sono passati 39 giorni dalla rinascita del Sole Invitto. In tutto questo tempo Vento Notturno ha imparato la Stregoneria del Cerchio Solare e il Carro del Sole Scintillante.
Chogall e Khan il Maestro dell’Est hanno raggiunto il Puro Caos per creare i VPS e Erik ha passato il suo tempo a Yu-Shan a ingraziarsi le divinità dei bureaux.

Quando emergono dal Wyld, Chogall e Khan il Maestro dell’Est incontrano Ma Ha Suchi con una delle sue navi volanti, retaggio dell’hangar di Rathess. Di tutta la flotta, solo una nave è rimasta, le altre sembra siano perse nel Wyld. I due Solari convincono il Lunare a combattere il Drago d’Ebano e insieme riescono a far tornare la nave volante nella Creazione.
Quando escono dal Wyld, nel lontano nord-est, vengono raggiunti da Vento Notturno e insieme decidono di recarsi tutti a Gethamane, per capire in che condizioni sia la Cintura e dove si trovi esattamente.

Nel frattempo Erik riesce a convincere il Conclave di Yu-Shan a dargli una sorta di lasciapassare che gli permetta di calcare la Daystar senza essere polverizzato. Il suo intento è quello di arrivare al neonato Sole e prendere l’ Aidenweiss.

Lo zenith compie un lungo cammino di preghiera e di catarsi attraverso gli interminabili viali della Daystar, accompagnato da Nysela. Ha così modo di vedere il Tribunale del Sole, la Fornace Empirea, la Coppa del Fuoco, il Sigillo del Drago e infine la Camera Onnipotente, il Ponte della Daystar.
Da quest’ultimo, con un piccolo aiuto da parte di Nysela, il Pilastro del Sole riesce ad accedere al Rifugio della Ragione, il vero Sacrario del Sole, dentro il quale si trova la nera sfera di galassie vorticanti che è il nuovo Sole Invitto.
Qui inizia per Erik la prova più dura.
Di sua sponte, il Solare decide di elargire dei doni alla sfera. Uno dopo l’altro, dona la propria determinazione, il proprio coraggio, dona la propria essenza.
Egli viene così permanentemente indebolito, mentre il Sole si rafforza, fino a quando Erik stesso non riesce più a donare nient’altro, perché Ignis Divine non vuole altro da lui.
A quel punto, il Toro Dorato comprende che quello non è più il suo posto e si dirige alla Coppa del Fuoco, luogo in cui è custodita l’ Aidenweiss.

Appena entrato, Erik viene subito colpito dagli sgargianti colori del luogo. un “sala” enorme, senza soffitto o dei veri e propri confini.
L’impressione è di trovarsi su un prato verde, i cui confini sfumano in una luce dorata e sopra il quale campeggia un cielo azzurro.
Al centro si trova una leggera collinetta sovrastata da un tempio di pietra senza tetto, scolpito in 4 lastre di marmo bianco.
L’erba attorno alla collina è rigogliosa di rose selvatiche in fiore e l’aria carica d’essenza risuona della melodia d’invisibili campane a vento. Quattro gruppi di gradini di quarzo ascendono la collina ai quattro lati, permettendo l’accesso al tempio.
Le pareti di marmo di quest’ultimo sono scolpite con le figure di quattro guardiani: un azzurro serpente arrotolato a est, una spaventosa tigre bianca a ovest, una bellissima rondine vermiglia a sud e una possente tartaruga nera a nord.
Non appena Erik varca la soglia del tempio, la sua anima iconica esplode fino al cielo.
Il suolo scende a formare una conca rivestita d’oro purissimo che rispecchia il sereno movimento delle nuvole del cielo, nonostante sul soffitto non via sia alcuna nuvola.
Ai quattro angoli del tempio ondeggiano altrettanti ciliegi in fiore, accarezzati da un’invisibile, dolce brezza, e i loro petali rosa danzano nell’aria.
Al centro della rosea tempesta si trova un torio di rosso metallastrale e sopra di esso, a punta in giù, volteggia a mezz’aria uno dei più grandi tesori del Sole Invitto – l’Aidenweiss, Spada del Generale Supremo dell’Armata Celeste.

Erik afferra la lama e in un fugace momento comprende che tutta la maestà della Coppa del Fuoco non è che un riflesso della gloria e della potenza di quest’arma e che tutti i numerosi, letali pericoli del luogo servono a prevenire che la sua elsa possa mai sentire il tocco di una mano indegna.

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CarloT CarloT

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